La disumanità dell'uomo non si materializza soltanto negli atti corrosivi dei malvagi. Si materializza anche nella corruttrice inattività dei buoni.

Martin Luther King

Se vedi la carità, vedi la Trinità.

( Sant'Agostino )

giovedì 6 settembre 2012

MEDITAZIONE.



( Geremia 22,3 )

“Praticate il diritto e la giustizia”:


parole che ritornano più volte nelle pagine della Bibbia, a indicare il metro su cui si misura la
fedeltà del popolo alla parola e al volere di Dio, perché Dio – dice il salmo 32 – “ama il diritto e la
giustizia”. Parole antiche, ma che ci raggiungono inalterate nel nostro presente e non cessano di
indicarci la via per un futuro umanamente vivibile”.
Per cogliere la loro attualità, anzi “la loro bruciante urgenza basta guardarci intorno, basta non chiudere occhi e orecchi alle notizie che quotidianamente ci investono, basta un po’ di empatia. E se il nostro sguardo è limpido e il nostro animo aperto alla verità, non fatichiamo a riconoscere che si tratta di un male serpeggiante nelle fibre profonde dell’organismo sociale, che ci lambisce e può insinuarsi anche nelle nostre vene”.
Si tratta di un operare che non di rado è posto innanzi a situazioni drammatiche ed esige il prezzo
di scelte eroiche, ma che si esprime anche in atti meno eccezionali, nell’umile e costante testimonianza di tanti uomini e donne che nel loro vivere quotidiano riconoscono la presenza e il
diritto dell’altro, e si fanno solidalmente carico dei suoi bisogni e delle sue speranze.
E’ tra i due poli del libero affidamento a Dio, da una parte, e di una solidale presenza sulle strade
del mondo dall’altra, che “si disegna l’orizzonte ideale e spirituale entro cui vorremmo si
orientasse la nostra vita cristiana e si muovessero le nostre chiese, liberandosi da quella eccessiva preoccupazione della «propria sopravvivenza, come fossero fine a sé stesse» di cui parlava
Bonhoeffer, e allargando lo sguardo oltre le puntigliose dispute dottrinali e istituzionali in cui
sembrano incagliate. Solo così potranno tornare ad essere «portatrici per gli uomini e per il mondo
della parola che riconcilia e redime»; solo così potranno ritrovarsi unite in una comune missione”.
La gratuità che ha sempre contraddistinto il nostro impegno – ha concluso - sgombra l’animo da ansiose e interessate preoccupazioni. “Possiamo andare incontro al domani con cuore libero e mani
aperte, disposti a rispondere attivamente a tutto quello che ancora ci verrà richiesto e ci sarà
possibile, ma consci del nostro limite, della nostra fragilità, della nostra provvisorietà. Consci,
soprattutto, che “ è Dio che fa crescere”. Con questa certezza, e con la coscienza d’essere operai
provvisori (il vangelo di Luca usa un termine più pesante) andiamo senza presunzione, ma anche
senza ansietà, incontro al futuro che ci attende”.