La disumanità dell'uomo non si materializza soltanto negli atti corrosivi dei malvagi. Si materializza anche nella corruttrice inattività dei buoni.

Martin Luther King

Se vedi la carità, vedi la Trinità.

( Sant'Agostino )

sabato 21 giugno 2014




LA VITA DELLA MADONNA 

Secondo le contemplazioni 

della pia Suora STIGMATIZZATA 

Anna Caterina Emmerick 



40 – Maria Santissima viene presentata e accolta al tempio: passaggio della Santa Vergine attraverso la ‘1a porta d’oro” – Il sacrificio di Gioacchino – Maria portata all’altare sacrificale Le cerimonie di presentazione – La cella di Maria nel tempio

L ’8 novembre 1821, La Veggente così narrava:

“Di buon mattino Gioacchino, Zaccaria ed altri si avviarono al tempio, erano seguiti a poca distanza da Anna, Maria di Heli, la nipotina Maria di Cleofa e la Santa fanciulla Maria. La Vergine indossava la veste dal manto color azzurro, mentre le braccia e il collo erano ornate di corone; portava in mano una fiaccola ornata di fiori. Tre giovinette la accompagnavano, erano vestite di bianco con ricami d’oro e si coprivano con un mantello azzurro; tra le mani portavano fiaccole come quella della Santissima Vergine. 


Ghirlande di fiori ornavano le braccia ed il collo delle giovi­nette. Seguivano uno stuolo di fanciulle con lampade accese, era­no le altre vergini consacrate al tempio vestite tutte a festa e con i mantelli sugli omeri. Dietro a loro seguiva ancora una lunga fila di donne. Alle prime luci dell’alba furono viste queste simpatiche persone snodarsi in corteo. Nell’andare dalla casa al tempio, la compagnia fece un largo giro attraversando diverse contrade cittadine. 
La gente, nel vedere quella santa processione, 
si prostrava e qualcuno aveva esposto degli addobbi in segno di riverenza devozionale. Nel contegno e nell’aspetto di Maria Santissima si notava la santità e l’emozione per il vicino evento solenne”.

Dio ha colmato Maria delle grazie e dei doni soprannaturali più grandi, infatti l’Angelo la saluterà: “Ave Maria, piena di grazia”, come sede di tutte le grazie e i doni di Dio. La Santa Vergine si preparava così ad essere l’annuncio della 
pri­mavera del mondo, Luce della salvezza di tutti gli uomini della terra.

Quando la processione giunse al tempio, vidi i servi indaffa­rati per aprire un’altissima e pesante porta scintillante, come se fosse d’oro. Infatti questa era proprio la “porta d’oro” sotto la quale passarono Anna e Gioacchino al tempo della Concezione. Per passare sotto questa porta bisognava salire una scala di quindici gradini. Si voleva condurre Maria per mano, ma Lei non volle, anzi piena di fervore salì rapidamente tutti i gradini senza mai inciampare; allora tutti la guardarono di nuovo ammirati e commossi. Vidi il banchetto già disposto e la pia Fanciulla che fu ricevuta da alcuni sacerdoti, i quali la condussero a destra dell’entrata, in un andito che si divideva in parecchie sale. In una di queste i sacerdoti sottoposero la Santa Fanciulla all’ultima prova con alcu­ne domande. Frattanto le donne e i fanciulli si erano recati nell’oratorio e Gioacchino e Zaccaria preparavano il sacrificio. Infine, rimasti soddisfatti della saggezza di quella Bambina, i religiosi del tempio furono convinti in modo definitivo. 

Allora Anna la vestì del terzo abbigliamento solenne, quello violetto con il manto, il velo e la corona. Vidi Gioacchino, con due sacerdoti ai suoi lati, prendere il fuoco con una specie di braciere e porlo dinanzi ad un altare. 

I riti che accompagnarono l’offerta sacrificale della Santa Ver­gine all’Onnipotente e al tempio furono molto commoventi: all’al­tare si poteva accedere solo da tre lati, i pezzi degli animali sacrifi­cati erano collocati circolarmente in vario modo. 

Mentre l’offerta di Gioacchino ardeva già sulla fiamma, Anna con Maria, accompagnate dalle donne, si erano recate all’atrio delle dimore femminili nel tempio. Una muraglia separava quest’atrio dal luogo del sacrificio, le donne potevano assistere al sacrificio da una porta semiaperta che dava direttamente sull’altare. 

In un luogo appartato si trovava uno stuolo di fanciulli, erano novizi biancovestiti, addetti al tempio; essi suonavano flauti ed arpe. Dopo il sacrificio fu collocata davanti alla porta che comu­nicava con l’atrio delle donne una specie di tavola ricoperta come un altare. Vidi poi Gioacchino, Zaccaria e un sacerdote che lasciarono il cortile per recarsi dinanzi all’altare dove li attendevano un altro sacerdote e due leviti, i quali tenevano in mano i sacri papiri e l’occorrente per scrivere. Anna vi condusse pure la figlia adornata con gli abiti cerimoniali. Le altre fanciulle che avevano accompa­gnato Maria Santissima si ritirarono in un angolo dell’immensa sala del tempio. 

La Santa Vergine, avvolta da un bagliore luminoso, s’inginocchiò mentre i genitori le imposero le mani sul capo; allo­ra il sacerdote, tagliata una ciocca di capelli, la bruciò su un bra­ciere. I genitori pronunciarono alcune parole rituali che accompa­gnarono l’offerta al tempio della Fanciulla. 

Queste parole veniva­no scritte dai leviti su una grande pergamena. Allora le fanciulle che stavano in disparte iniziarono a into­nare il salmo quarantaquattresimo: Eructavit cor meum verbum bonum, ed i sacerdoti a loro volta il salmo quarantanovesimo: Deus deorum dominus locutus est, mentre dall’altra sala si levava la mu­sica soave dei fanciulli. 


Vidi la Madonna infusa in una trascendenza di simboli cele­sti. Due sacerdoti, i più anziani, la presero per mano e, salendo alcuni gradini, la fecero sedere su una specie di trono fatto a nic­chia dal quale Lei poteva dominare tutta l’immensa sala.


 I due preti rimasero ai suoi fianchi, mentre gli altri si erano disposti lungo i gradini e leggevano a voce alta le preghiere nei loro libri. Al di là della parete divisoria si vedeva un vecchio sacer­dote che stava dinanzi all’ara delle oblazioni, aveva una statura così alta che metà del corpo era visibile al di sopra della parete stessa. Il fumo delle sue oblazioni saliva in nuvole e si disperdeva nell’etere dinanzi a Maria. Mentre si svolgeva la cerimonia vidi apparire un simbolo sot­to il cuore della Vergine che, a poco a poco, pareva invadere il tempio intero. L’aureola sotto il cuore della Santa Fanciulla consa­crata al tempio era certamente l’annuncio dell’Evento, la benedi­zione più grande tra tutte le grazie divine. 


L’arca di Noè stava per trasformarsi nell’Arca della nuova Alleanza. Poco dopo quelle immagini scomparvero e vidi comparire nell’aureola sotto il cuore di Maria, il Calice della santa Cena. Un pane segnato da una croce apparve sul Calice davanti alla bocca di Maria. Vidi quindi la Beata Vergine circondata da innumerevoli rag­gi di luce che mostravano alle loro estremità i misteri e i simboli 

a lei relativi, come quelli delle Litanie lauretane. 

Dalla spalla destra e sinistra della Vergine Santa si in­crociavano due rami diversi, quello dell’ulivo e l’altro del cipres­so i quali si appoggiavano ad una bella palma che, con un pic­colo fiocco di foglie, vidi spuntare pure dietro il suo dorso. In mezzo a quelle verdi foglie si mostravano in piccola dimensione gli strumenti della Passione di Gesù.


 Poi lo Spirito Santo, in for­ma umana e di colomba assieme, si librò su Maria Santissima e i suoi simboli. Il Cielo era aperto e scorsi la Gerusalemme celeste, la città di Dio, con tutti i suoi giardini, 

i palazzi e le dimore, pron­ta per accoglière i futuri Santi e Martiri del Cristianesimo. 

Angeli giubilanti e l’aureola che circondava la Vergine riem­pivano la luminosissima visione. Questa visione è stata simile a quella del santo Rosario. I simboli che fanno riferimento alla Santa Vergine nell’Anti­co, nel Nuovo Testamento e nell’eternità, si tramutavano di continuo. 


Molte persone che sembrano sagge ne parlano con poca rive­renza, mentre gente ignorante pratica la devozione del santo Ro­sario con sincero amore e spontaneità, ricevendone le grazie. Durante questa visione il tempio mi era apparso spoglio, come se avesse perduto ogni magnificenza e ornamento, perfino la me­ravigliosa e immensa sala dell’altare e del trono adesso mi sem­brava una cosa rozza e meschina. Tutto cadeva nell’ombra e sem­brava dissolversi dinanzi alla luce della magnificenza di Maria Santissima. Adesso io non avevo più dinanzi agli occhi Maria fan­ciulla, bensì la Vergine adulta, la Madonna. Il sacerdote del tempio esortò infine tutti i fedeli a ringraziare il Signore per aver loro concesso la presenza di quella Vergine, portatrice di grazie di inestimabile valore. Anche se nessuno degli astanti vedeva ciò che circondava la Santa Fanciulla, molti però ne percepivano la spiritualità sublime, per questo motivo li vidi as­sorti in solenne raccoglimento e profondo rispetto. 


A poco a poco tutto scomparve, rimase solo l’aureola splendente attorno al cuore di Maria Santissima. La promessa divina che si adempiva. Vidi allora la fine della cerimonia d’iniziazione: 

la Fanciulla abbigliata solennemente e circondata dai sacerdoti. Essi avevano ricoperto Maria con un velo bruno, e dopo averle tolto le corone dalle braccia e la fiaccola dalla mano, la fecero discendere dal trono e la condussero in una sala. 

Qui erano ad attenderla sei vergini adulte del tempio, appena la videro le andarono incontro spargendo dei fiori ai suoi piedi, davanti a Lei. Dietro stavano la maestra Noemi, zia di Lazzaro, la profetessa Anna ed un’altra matrona. 


Consegnata Maria a quelle donne, i sacerdoti, come anche i genitori ed i parenti, si ritirarono, mentre i canti e i cori cessarono lentamente. Tutto cadde nel profondo silenzio delle misteriose volte del tempio. Prima di allontanarsi, Gioacchino strinse al petto Maria e la pregò con le lacrime agli occhi di voler raccomandare a Dio l’ani­ma sua. 


Dopo ciò Maria e le maestre, con le altre fanciulle, si ritirarono nella parte settentrionale dell’edificio riservata alle donne. Esse dimoravano in celle scavate nelle profondità delle mura del tempio e per mezzo di corridoi e di scale a chiocciola poteva­no salire in piccole stanze dove recitavano le loro preghiere vici­ne al Sancta Sanctorum. 


I parenti della Santa Vergine mangiarono nella sala vicina alla “porta d’oro” insieme ai sacerdoti. Sentii allora Anna dire entusiasta alle altre che l’attorniavano: “Adesso entra nel tempio il vero Spirito dell’Arca dell’Alleanza, il Vaso della Promessa divina”. Non tutte capirono, ma quelle che compresero ebbero il concreto presentimento della predestinazione della Vergine. 


Finito il breve pasto, alcuni seguirono Anna e Gioacchino al­l’uscita del tempio, altri invece rimasero assorti in preghiera. 


Vidi che Anna, nonostante fosse di condizioni agiate, viveva nell’astinenza e senza prendere cibo caldo. Forse si limitava per far più elemosine ai poveri. La servitù invece era trattata e nutrita bene. 


Anna, Gioacchino ed i parenti partirono alla volta di Betho­ron. Più tardi vidi le donne del tempio celebrare il rituale della “festa dell’accoglienza”, nella quale Maria chiese alla maestra e alle condiscepole di essere ammessa tra loro. 


Poi seguì un banchetto e alcune danze sul tipo del minuetto. Talvolta, il ritmo delle danze richiedeva l’inchino del corpo come usano gli Ebrei durante la preghiera. Alcune vergini suonavano flauti, timpani ed altri strumenti, fra cui uno che era graditissimo all’orecchio e consisteva in una cas­setta sulla quale erano stese le corde musicali. 


Lo strumento era tenuto sulle ginocchia della suonatrice. Infine Noemi condusse Maria nella piccola cella a Lei as­segnata. Questa non era perfettamente quadrata e le pareti erano adorne di figure triangolari a vari colori. Il mobilio consisteva in uno scanno e un tavolino. 


In un angolo si trovava un giaciglio e un piccolo spazio per riporvi gli abiti. Maria Santissima pregò Noemi affinché le concedesse il permesso di alzarsi frequentemente la notte, ma quest’ultima per il momento non glielo permise. Le vergini del tempio erano velate e portavano vesti lunghe e larghe con maniche molto larghe. Tutte avevano delle cinture alla vita. All’epoca in cui Maria Santissima entrò al servizio del tempio, circa dodici anni prima della nascita di Gesù, erano in corso i re­stauri di quest’edificio.

21 novembre.

Oggi ho visto la cella abitata da Maria, era posta nella parte settentrionale della muraglia del tempio che si affaccia sul Santo, alla parete sinistra vidi un tappeto arrotolato che, steso sul pavi­mento, formava il suo giaciglio. Nella parte superiore vidi i pic­coli oratori che comunicavano con le celle delle vergini. Quello di Maria era uno dei più vicini al Santissimo. Un corri­doio era separato da una tenda, che formava una specie di anti­camera con la sua cella. Vidi degli armadi dove si conservavano abiti e arnesi. Dalla parte laterale, vicino alla porta della cella di Maria, c’era­no dei gradini che conducevano al piccolo oratorio, nel quale un’apertura praticata nel muro e ricoperta da un velo permetteva di vedere la sala del tempio. Una torcia era accesa in una nicchia nel muro della cella, vidi Maria aureolata di luce ed assorta nella lettura di alcune pergame­ne e rotoli con fiocchi rossi. La Santa Vergine portava una veste a righe bianche e celesti coperte di fiori gialli. Era veramente com­movente vedere quella fanciulla così piccola e innocente immolarsi per la salvezza dell’umanità. Vidi Anna, l’addetta al tempio, che entrò e pose su un tavo­lino rotondo una piccola bottiglia e un piatto con della frutta dal­la forma simile ai fagioli.

(continua)